5 Giugno 2013
Ho appena visto su Iris "L'esercito delle 12 scimmie", film del 1995 diretto da Terry Gilliam, una storia di fantascienza post-apocalittica che credo tutti i cultori di fantascienza conosceranno. L'umanità si è estinta al 99% a causa di un virus e i sopravvissuti sono costretti a vivere nel sottosuolo per sfuggire al contagio, ma gli scienziati, utilizzando il viaggio nel tempo, inviano un volontario nel passato sperando di mettere le mani sul virus originale per creare un antidoto e riconquistare la superficie.
Ho scoperto che il film è stato liberamente ispirato a un cortometraggio sperimentale francese del 1962, La jetée, di Chris Marker, ambientato in un Parigi post guerra atomica. Qui il viaggio nel tempo, che non è solo verso il passato, ma si estende anche al futuro, sembra più un viaggio nel ricordo e nel sogno. Interessante la tecnica utilizzata: il filmato è una sequenza di fotografie, con voce narrante fuori campo che racconta l'intera storia.
Ad ogni modo al centro, sia del film del 1995 che del cortometraggio del 1962, riflessioni sulla realtà e il sogno, sugli avvenimenti e i ricordi, sulle sfumature diverse che questi ultimi possono assumere ogni volta che si rivivono. E in entrambi la scena iniziale e quella finale si svolgono in un aeroporto dove il protagonista viene ucciso sotto gli occhi del se stesso bambino.
La jetée (French pronunciation: [la ʒɛte], "The Runway") is a 1962 French science fiction featurette by Chris Marker. Constructed almost entirely from still photos, it tells the story of a post-nuclear war experiment in time travel. The film runs for 28 minutes and is in black and white.