24 Febbraio 2013
Gruppi finanziari internazionali molto preoccupati dell'instabilità italiana. Il maggiore pericolo verrebbe dagli indecisi e dall'ascesa del M5S che avanzerebbe proposte che le persone evolute sanno essere fesserie. Secondo diversi analisti esiste il rischio che "le elezioni facciano perdere slancio all’ importante processo riformatore destinato a migliorare le prospettive di crescita del paese." E ancora "Se gli italiani sceglieranno un governo che non porterà avanti le riforme economiche, o abolirà recenti cambiamenti volti a rendere l’economia più competitiva, la capacità del Paese di ripagare il proprio debito sarà messa in discussione.". Ora io mi domando quali cambiamenti siano stati apportati di recente per rendere l'economia più competitiva. Qualcuno li ha visti? Quanto alla probabile instabilità del nuovo parlamento non sarà certo da imputare al M5S, quanto alla malapolitica di questa c.d. seconda repubblica che ha malversato peggio della prima, altrimenti si confondono gli effetti con le cause. Non penso che gli elettori del M5S e quelli che si asterranno siano tutti involuti e che pensino veramente che si possa uscire dall'euro o non pagare i debiti (peraltro non mi pare che queste proposte siano nel programma M5S), credo invece che tra loro ci siano molte persone che ritengono opportuno dare un segnale di rinnovamento. O si deve subire il ricatto per cui se non si vota come vuole la finanza internazionale ci faranno fallire?
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Elezioni, stampa estera e analisti: “I rischi? Parlamento a pezzi e il comedian Grillo”
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“Non vedo elementi sostanziali, che possano emergere dalla campagna elettorale, in grado di cambiare i fondamentali dell’economia italiana”. A pronunciare queste parole, due mesi fa, era il min