20 Febbraio 2013
Sta montando una tale paura di Grillo che se c'è una cosa che accomuna tutti gli altri è cercare di screditarlo. Infatti porterà via voti a tutti, i politologi diranno poi in quale percentuale.
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"Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra quando qui c'era tanta gente come voi, felice e piena di una gioia e di una certezza: la certezza che si sarebbe rovesciato tutto. Non ci siamo riusciti, fatelo voi". Così Dario Fo (noto fascista) ieri da Piazza Duomo, a proposito del M5S, durante lo Tsunami Tour di Beppe Grillo. Io non ho la speranza di Fo, per il semplice motivo che gli italiani non cambieranno mai (perché non vogliono cambiare e l'unica rivoluzione che hanno fatto è stata quella del Grande Fratello). Mi accontenterei di avere una forza in grado quantomeno di migliorare e "ripulire" democraticamente il Parlamento. E la politica. C'è però una cosa che ho scritto anche ieri e che desidero ripetere (perché continuo a leggerla): chi paragona il M5S al fascismo, o addirittura al nazismo di Alba Dorata, se va bene è ignorante e se va male è in malafede. Pizzarotti è fascista? Cancelleri è fascista? Essere contro la guerra è fascista? Il programma del M5S è fascista? Non siate ridicoli, su. La politica italiana deve paradossalmente ringraziare il M5S, perché senza questa forza oggi avremmo davvero i nazisti e i Le Pen. Provo profondo imbarazzo nei confronti di questi vedovi/e della quasi-sinistra, o della polverosa sinistra vetero-giustizialista, che - dopo avere spalato sterco sulla cosiddetta antipolitica - oggi la accusano di ogni nefandezza. Accostare M5S e fascismo è intellettualmente indecente. E' un movimento acerbo, con difetti e certo criticabile. Eccome. Ma che almeno le critiche siano fatte con cognizione di causa. Con competenza. E con un minimo di decenza. A forza di leggere le veline dei sepolcri imbiancati à la Scalfari (gli stessi che fino a ieri santificavano i D'Alema e i Monti), buona parte della presunta intellighenzia italica (e della sua claque) ha perso ogni contatto con la realtà. Disinnescare Grillo politicamente era facile: bastava ascoltarlo nel 2007 e 2008, dopo i due V-Day. Lo avete sottovalutato, derubricandolo a "populista qualunquista bla bla". La casta, alle critiche, ha reagito trincerandosi e autoproteggendosi. Il peggiore degli errori. E adesso è tardi. Svegliatevi, o l'onda anomala di domenica e lunedì vi travolgerà più di quanto crediate.
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